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giovedì 23 novembre 2017
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L'edificio

 

 

L'attuale edificio fu costruito intorno alla metà del secolo XVII sulle ceneri di un precedente convento distrutto dall'esercito francese al fine di ricavarne materiale per le fortificazioni della Città. Furono ricostruiti il dormitorio, la chiesa cui si aggiunse il campanile, portato a termine tuttavia solo nel '700.
Archivio Storico - edificio

L'ex convento di S. Agostino, sede del convitto Dario Pini, in una cartolina degli anni '30

A seguito della soppressione degli ordini religiosi, attuata dal governo francese nel 1802, i Padri, già gravati pesantemente dai debiti, dovettero abbandonare per sempre il convento e la chiesa venne adibita a magazzino.
Nel 1823 il convento fu acquistato dal Regio Ospizio di Carità, che vi aprì una manifattura. Divenuto nel 1835 lazzaretto per i malati di colera, fu acquistato in seguito dall'amministrazione comunale che ne atterrò il campanile e affittò la chiesa come fienile militare. Negli anni successivi l'edificio, cui si aggiunse nel 1861 la manica che fiancheggia la strada, ebbe molteplici destinazioni d'uso fino a diventare nel 1928 sede del Convitto di Scarnafigi, del Convitto Civico 'Arimondi' e infine, nel 1934, del Convitto Arcivescovile denominato 'Dario Pini'.

Archivio Storico - edificio

Lo scalone interno del convitto Dario Pini

Con l'entrata in guerra dell'Italia, l'Amministrazione Militare richiese i locali del convitto per adibirli nuovamente a reparto dell'Ospedale Militare e solo nel 1941 il Comune tornò in possesso dell'edificio, convenzionandosi con i Padri Rosminiani per la gestione del Convitto Civico, che sarà mantenuta fino al 1943.
A partire dagli anni '70 è stato trasferito presso il complesso conventuale di S. Agostino il Civico Istituto Musicale G. B. Fergusio, negli anni '80 la Biblioteca Civica e nel 2001 l'Archivio Storico Comunale. In concomitanza con le celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia sarà realizzato il recupero architettonico della chiesa, al fine di trasferirvi preziosi fondi librari e archivistici tra cui l'Archivio e la Biblioteca Santa Rosa e la Biblioteca della famiglia Tapparelli d'Azeglio.

 

 

 

 

 

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